Giovedi 20 Maggio 2010
per tutte le ballerine ed i ballerini
che vogliono conoscere il Folclore Cubano
e dare sabor ed energia al proprio ballo…
Prima lezione Gratuita
dalle ore 20.00 alle ore 21.00
Il corso si svolgera’ in 4 appuntamenti a partire da
Giovedi 27 maggio 2010 dalle ore 20.00 alle ore 21.00
LE ORIGINI DELLA RUMBA
L’origine della rumba si deve all’incrocio di alcuni ritmi spagnoli con altri africani. In particolare il canto ha forti influenze andaluse mentre le percussioni sono africane. Essa nasce formalmente a Cuba nel 1878, subito dopo l’abolizione della schiavitù, quando la gente di pelle nera, ottenuta la libertà, comincia a spostarsi dalle campagne verso le periferie degli agglomerati urbani. È proprio nelle periferie più nascoste che per festeggiare la libertà ottenuta nasce la Rumba.
Rumba sinonimo di festa….all’inizio un piccolo agglomerato di gente di colore che si raduna per stare in compagnia; con il passare del tempo questo piccolo agglomerato di gente crescerà e darà origine ad una vera e propria festa. All’interno di essa donne e uomini ballano cercando di conquistarsi al ritmo di strumenti: barili, legni e cucchiai accompagnati dai cori e dalle voci delle persone che sono li per cantare la loro libertà…è così che nascono un ballo ed una ritmica che traggono origine dalla fusione dei ritmi spagnoli ed africani e che ancora oggi sono in grado di trascinare i nostri “salseri”.
E’ per questo, secondo me, che dovremmo trasmettere un po’ più di cultura durante le nostre lezioni su questo argomento….RUMBA VUOL DIRE FESTA E FUNNY DIVERTIMENTO…!
La Rumba si suddivide in tre stili:
Il Yambù (è lo stile più antico), il Columbia (è musicalmente il più veloce ed è quello che si ispira di più all’Africa) ed il più conosciuto nonché il più ballato di tutti, il Guaguancò ( il più popolare dei tre e quello da noi insegnato).
Essendo lo stile più antico viene suonato con percussioni create con oggetti appartenenti alla vita quotidiana. Ad esempio i tamburi erano fatti da semplici cassette di legno rovesciate e suonate con rami d’albero o con le mani, le claves erano composte da semplici bacchette di legno e infine le cucharas che erano dei semplici cucchiai che in musica servivano a dare il controtempo alla claves. Ritmicamente la musica è molto più lenta rispetto agli altri stili.
Il canto è solitamente affidato a un solista e il coro risponde solo con dei ritornelli.
Nella danza del Yambù non esiste contatto fisico tra dama e cavaliere. La dama attira nel gioco amoroso l’uomo tramite figure molto sensuali basate su un ritmo lento. Metaforicamente rappresenta il ballo di uomo anziano che corteggia una donna molto più giovane di lui, il ritmo è di conseguenza più lento rispetto alle altre tipologie.
Più approfonditamente rappresenta un dialogo amoroso nel quale la donna si sposta graziosamente con molta malizia, mentre l’uomo è concentrato a conquistarla. Si sviluppa così: l’uomo esce e saluta il tamburo, dopo comincia l’avvicinamento alla donna ballando in circolo così da iniziare a farla innamorare. La donna si accorge dell’intenzione dell’uomo e gli risponde danzando a sua volta in cerchio finchè l’uomo la conquista e se la porta via. Una particolarità è che all’inizio il yambù veniva ballato dagli anziani ed è per questo che non esiste l’elemento di forte contenuto erotico (Vacunao), che esiste invece nel guaguancò; è proprio per questo che in molte canzoni di rumba yambù si sente la frase classica che cita : “en el Yambù no se vacuna“. Lo stile danzante ha molto movimento di bacino e spalla; l’uomo ha una parte coreografica molto importante però la donna è una figura centrale. Il momento culmine del ballo avviene quando il danzatore lancia il suo fazzoletto per terra e si butta a prenderlo con la
bocca accanto ai piedi della dama.
Il Guanguancò è nato alla fine del XIX secolo, più tardi, rispetto al Yambù e assimila anche elementi dal Colombia; ha un ritmo considerato una via di mezzo tra gli altri due stili, è molto più vivo e dinamico soprattutto rispetto al suo antecedente il Yambù.
E’ lo stile preferito dai cantanti, dai musicisti e dai ballerini (e proprio noi insegnanti ne siamo la prova).
Il guaguancò è la modalità rumbera di maggiore espressività sensuale sia nella dama che nel cavaliere bisogna considerare però che non sempre la conquista riguarda temi amorosi ma a volte capita che riguardi temi come la politica o la storia (vero è che per la maggiore esso riguarda la conquista in amore); ovviamente, anche questo stile viene ballato in coppia e possiede movenze molto più sensuali (spesso molto esplicite) dette vacunao (che significa “vaccinazione” ); l’uomo con movimenti del bacino più o meno espliciti fa finta di “vaccinare” la compagna. I movimenti di questa coreografia risultano avere un forte contenuto erotico; essa consiste essenzialmente nel corteggiamento e nella simulazione dell’atto amoroso, con la donna e l’uomo che effettuano un gioco malizioso di avvicinamento e allontanamento. In questa fase il cavaliere esegue diverse serie di finte, girando attorno alla donna, cercando di allungare le mani, le gambe e i piedi verso le sue parti intime (ovviamente singolarmente, in effetti si può effettuare solo una vacunata alla volta). La dama, a sua volta, si ritrae da tale corteggiamento e tenta di schivare il cosiddetto “vacunao” del cavaliere. Ciononostante, per propiziare la fertilità, continua a sedurre il cavaliere con rapidi movimenti ondulatori del bacino. Il maschio quindi continua il suo rituale di seduzione. Alla fine quando la donna non riesce più a coprirsi e l’uomo la vacuna lei fa un gesto di disfatta. Solitamente le donne sono sempre vestite con lunghe gonne che coprono le caviglie e proprio con esse, si riparano dal vacunao del cavaliere e a volte in sostituzione della gonna la donna e anche l’uomo usano un fazzoletto per rendere più vistosi i movimenti.
COLUMBIA

La Columbia è un ballo eseguito solo dagli uomini con ritmi molto più veloci e complessi rispetto alle altre due tipologie.
È un tipo di rumba tipicamente rurale molto diffusa nella regione cubana di Matanzas. Come ho già detto in essa danzano solo i maschi, al fine di dimostrare la loro “potenza” e la loro “virilità”, su ritmi velocissimi. Addirittura, in alcuni casi, si arriva alla prova dei coltelli: ogni ballerino si lega alle caviglie dei coltelli molto affilati e danza secondo un ritmo che va via via crescendo.Vengono utilizzate anche bottiglie, fiamme e qualsiasi cosa possa rappresentare un “pericolo“; spesso, i ballerini vengono addirittura bendati e tutto questo per provare la propria virilità. Il cosiddetto ballatore di Columbia dopo aver affermato la sua presenza e salutato il quinto (rappresentato dalla conga o dal tamburo) inizia a spostarsi con piccoli salti.
I movimenti delle spalle e delle gambe sono molto basici, egli mantiene una posizione eretta che comunica allo stesso tempo eleganza e sfida. Solitamente si muove in maniera circolare e realizza delle figure danzanti dove fa notare tutta la sua abilità, tenacia e immaginazione, utilizzando addirittura dei passi acrobatici. A volte per guadagnare ancora più rispetto fa dei passi complicati portando un bicchiere sulla testa o un vaso etc….Rimane il fatto che il ballatore dovrà avere un gran domino del suo corpo e una grande agilità.
Esiste uno stile similare alla Columbia che viene chiamato Jiribilla; esso è musicalmente diverso infatti è molto più veloce e il ballatore si esprime in maniera più dinamica e molto meno creativa.
La parte cantata è caratterizzata da dei vocalizzi iniziali a cui seguono i primi versi della canzone ed è proprio da questi che parte un botta e risposta tra il cantante e il coro.